MI SVEGLIO PRESTO AL MATTINO.
Perché mi piace e perché sono costretto, lavoro in un’altra città e mi sposto in treno, poi in bici.

“Sveglia alle 5:15, mi preparo lentamente anche se il tempo corre, di solito non riesco a fare colazione perché sbrigo qualche faccenda di casa, poi via in bici sino alla stazione.

I minuti sono sempre contati, ma oramai sei una macchina, sveglia sempre allo stesso minuto, làvati, vèstiti, sistema la cucina, riordina casa. Perché alla sera non si fa, c’è la famiglia prima di tutto.
Conosci ogni tuo gesto e sai già in partenza se sei in orario oppure in ritardo.

Finalmente sul treno, parola d’ordine: relax!!!
Una lettura, un po’ di musica o più semplicemente guardare distrattamente il panorama che scorre, merce rara ai giorni nostri potersi perdere nei propri pensieri…

Poi si scende e si pedala, 6 Km di puro piacere prima di arrivare al lavoro. Sono fortunato perchè posso scegliere il percorso, attraverso il centro storico per una buona colazione, in città per ripercorrere le strade di una vita, poi in campagna per godere dei profumi e dei colori delle stagioni.

Si arriva al lavoro con lo spirito giusto.

Pausa pranzo, dura un’ora, si corre a casa di quando ero ragazzo!!! Altri 6 Km, il tempo è poco, via veloce per le vecchie strade di città consumate mille volte, ai lati molte vecchie botteghe di quando ero bambino, molte altre sono cambiate, la città si trasforma.

A casa mi aspetta sempre un bel piatto caldo preparato da mia madre, anche qui si spacca il minuto… si mangia avidamente e con l’imbuto, perchè di sotto in garage c’è Ruggine che attende.

13:06, svita, avvita, raschia via la ruggine e lo sporco di 20, 40, 50 anni di vita della bicicletta in lavorazione, anzi, meglio dire in adorazione, raddrizza pezzi, assembla, abbina componenti, colori… azz.. sono già le 13:35, è tempo di ripartire, in un taccuino appunto pensieri, idee, pezzi da acquistare.

Gran volatona per il rientro al lavoro.

Trascorre la seconda parte della giornata lavorativa ed è tempo di rientrare a casa, quella di adesso, della mia famiglia.
Si riparte in direzione stazione, a volte gli imprevisti lavorativi dell’ultimo momento ti fanno perdere il treno giusto, quello che porterebbe a casa ad un orario decente… ma a volte non tutti i mali vengono per nuocere, il prossimo treno c’è fra mezz’ora, allora chiamo e trovo sempre qualche vecchio amico disposto ad un bicchiere veloce nel bar lì di fianco per scambiare due chiacchiere.

Quando è il momento si sale sul treno e di nuovo si stacca la spina per 35-45 minuti, prima dell’ultima volatona.”

Pensieri in libertà.

Telecronaca minuto per minuto, o quasi, di una tipica giornata da pendolare, tralasciando forature, canicole, tempeste di vento e d’acqua, ma sempre serenamente in sella a contatto col mondo.

PENDOLARE CHE PASSIONE!!!

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